CI UISP F1: un tranquillo weekend… da paura!!!

Sesso (RE) 25-26 maggio 2013.
Campionato Italiano UISP Formula 1 lattice e spugne.
Articolo di Davide “Sberla” Carbone
Il sabato:
L’arrivo al sabato mattina alla pista di Sesso non è certo dei più promettenti… la pista è umida ed i cielo i nuvoloni carichi di pioggia si sprecano. E’ con questa premessa che è iniziata l’avventura del Campionato Italiano UISP riservato alla storica e nuovamente in auge categoria Formula 1. Appena arrivato sono stato accolto dai padroni di casa Bigi e Marmiroli intenti alla preparazione della pista e dei box visto l’imminente arrivo di molti altri piloti. Sotto alla tensostruttura che ricopre i tavoli del box stavano già lavorando alacremente i rappresentanti del gruppo più attivo e folto dell’attuale panorama F1 Italiano: i romani di www.f1italianseries.com.

Personalmente devo ancora finire di preparare i due modelli che io e Torreggiani dovremo portare in pista l’indomani ma i “ragazzi” (le virgolette sono d’obbligo vista l’età media degli amici romani che sfora ampiamente gli “anta”) sono già pronti ed attrezzatissimi con auto specifiche da bagnato. Da li a poco infatti inizia a piovere ed a tratti anche a diluviare lasciando poche speranze per chi come me era del tutto impreparato al bagnato. I ragazzi romani invece iniziano a girare senza alcun tipo di problema offrendo un bellissimo spettacolo. Le macchine sono infatti molto veloci nonostante la pista allagata ed il realismo delle carrozzerie che riproducono in modo maniacale le livree delle auto ufficiali del circus unite alle nuvole di acqua alzate al loro passaggio rendono il gioco decisamente realistico e quindi molto ma molto bello da vedere. La pista di Sesso, che io non avevo ancora avuto il piacere di frequentare, è decisamente adatta alla categoria. Il rettilineo sotto al palco è di norma una difetto ma complici le velocità poco elevate dei modelli non crea nessun problema e si sposa perfettamente con il resto della pista che risulta molto guidato con curve strette e lente alternate a parti veloci con curvoni ed esse dove fare la differenza. I cordoli sono perfetti in quanto offrono la possibilità di essere aggrediti con la sola conseguenza di una perdita parziale del controllo visto il saltellamento che ne consegue. Il palco di guida ampio e coperto offre una perfetta visuale della pista. La colorazione blu delle vie di fuga, il bianco dei muretti e il rosso e bianco dei cordoli rende perfettamente visibili i punti di staccata e molto chiare le traiettorie da seguire. Verso le 11:30 il maltempo sembra dare una tregua e smette finalmente di piovere. A detta dei piloti locali la pista ha la tendenza ad asciugare molto in fretta ed infatti da li a poco le pozzanghere vanno a sparire lasciando però la pista molto umida. Per permettere anche ai meno preparati di fare qualche giro di pista prima della gara di domenica serve senza dubbio l’aiuto di qualcuno più in alto e quel qualcuno sembra ascoltare le richieste dei tanti appassionati che stanno via via arrivando a prender posto nei box. Intorno a mezzogiorno il sole inizia a fare capolino tra le nuvole e nel giro di un’oretta la pista comincia a presentare traiettorie asciutte . Per mia fortuna il momento coincide con la fine dei lavori preparatori e posso finalmente mettere il modello sull’asfalto. Le gomme in lattice Ride R1 imposte per la gara sono decisamente un’ottima scelta. Il modello appare fin da subito molto equilibrato, facile da guidare pur con un deciso sottosterzo che si riduce notevolmente dopo tre/quattro giri con lo scaldarsi delle gomme.  La scelta del motore da 21.5 spire rende la guida facile per chi è già esperto e contribuisce in larga parte a rendere molto avvincenti le lotte in pista. Per fare un sorpasso occorre infatti studiare le traiettorie dell’avversario per tenare di incrociarle ed ottenere il vantaggio della corda alla staccata successiva esattamente come avviene nella realtà. Le ruote scoperte, poi, fanno si che i contatti siano molto ridotti in quanto incastrarsi o vedere il proprio modello volare via è cosa certa ed ovviamente controproducente. sia per chi tocca che per chi subisce. Dopo una mezza pila passata più che altro ad imparare i trucchi del tracciato rientro per fare una modifica che mi permetta di avere più inserimento ma un occhio al cielo mi consiglia di affrettarmi a finire il modello con le gomme in spugna che utilizzerà l’indomani il mio compagno di Team. Faccio infatti appena in tempo a verificare che tutto sia funzionante e che il modello sia passabile che inizia nuovamente a piovere. La pista inizia a bagnarmi lentamente concedendo ancora una decina di minuti ai piloti con le gomme in lattice per poi allagarsi nuovamente e di fatto sancire la fine della giornata di prove del sabato. A quasto punto non ci resta che mettere a punto i materiali per l’indomani per essere pronti appena la pista sarà agibile alla mattina. Per domenica è previsto bel tempo ma guadando il cielo in molti sono quelli che stentano a credere che da li a poche ore possa avvenire una così netta trasformazione climatica. Finito di sistemare il materiale nelle macchine arriva il momento più importante della giornata… la cena!!! Con il gruppo dei romani ci si incontra per andare a mangiare il più tipico pasto emiliano: affettati misti con gnocco, tigella e lambrusco a fiumi! Intorno alle 23 , dopo aver visto il Bayern Monaco alzare la coppa dalle grandi orecchie (tifavo Dortmund mannaggia!) la comitiva prende la strada che porta alle brande. L’indomani ci aspetta una gara sotto al sole… la speranza è infatti l’ultima a morire anche se ancora sta piovendo e non poco…


La domenica – le qualifiche:
La pista apre prestissimo e come me sono molti quelli che si presentano già dalle 7 con la speranza di poter fare almeno qualche giro di prova prima dell’inizio della gara previsto per le 9:30. Il cielo è incedibilmente terso e di un azzurro intensissimo. La temperatura richiede ancora l’uso di una bella felpa ma le premesse per una gara baciata dal bel tempo ci sono tutte. Intorno alle 8:30 la pista comincia ad avere delle chiazze asciutte e per le nove gli organizzatori la trattano abbondantemente con acqua e zucchero. Alle 9:30 è previsto l’inizio e dopo il briefing la prima batteria lattice mette le ruote in pista. La pista presenta ancora delle curve umide e riuscire a non perdere il posteriore risulta essere abbastanza complicato. Il problema è che questa prima prova ufficiale vale per la formazione delle batterie di qualificazione. Con la pista che si sta asciugando essere nella prima o nell’ultima batteria comporta delle evidenti differenze di aderenza. Occorrono tre giri consecutivi di buona fattura per assicurarsi un posto tra i più bravi e la cosa non risulta facile per chi ha la sfortuna d essere nelle prime batterie. La differenza di aderenza si vede in modo chiaro e sopratutto nella categoria lattiche visto che le batterie sono addirittura quattro. Le spugne sono divise in due batterie e vengono per ultime con la pista ormai quasi del tutto asciutta. Alla fine della prima tornata vengono esposte le batterie di qualificazioni ufficiali con il sottoscritto primo della seconda batteria con i migliori nella terza e nella quarta. Il migliore risulta essere Magnocavallo (Roma) con Dondelli (Reggio Emilia) e Capuano (Roma) a ruota. Nella Spugna Torreggiano (Reggio Emilia) sui bolognesi Aquilino e Romagnoli S. Le qualificazioni prevedono tre manche. La miglior prestazione giri tempo varrà l’ingresso in finale A, B e così via. Nella lattice appare immediatamente chiaro come due piloti su tutti saranno quelli in grado di contendersi la vittoria finale. Sono infatti Campanini (WRC) e Donadelli  (Tamiya F104) gli unici in grado di staccare il cartellino dei 26 giri con giri veloci e passo nettamente inferiori a gli altri contendenti. 18”531 è il giro veloce di Donadelli e 26 giri in 5’12”792 è il tempo che vale la pole position a Campanini. Terzo in griglia Zapparoli (Tamiya F104), quarto Di Michele (Yokomo) quinto Magnocavallo (F104) sesto Aquilino (F104 Exotech) settimo Busoli, ottavo Capuano, nono Barbieri e decimo Brun. Primo della finale B il pilota locale Piluzza e finalemte il sottoscritto che complici due scoronate nella seconda e terza qualifica. I tempi che stavo realizzando nella seconda qualifica prima che un cuscinetto dell’assale esploso si portasse via la corona mi avrebbero permesso un comodo posto a metà schieramento della finale principale ma si sa che le gare sono fatte così; quello che conta alla fine è il risultato. Nella spugna al dominio iniziale di Torregiani rispondeva Aquilino che con di pari passo con l’aumento della tenuta della pista aumentava le proprie prestazioni al contrario di Luca che le peggiorava inspiegabilmente. L’ultima manche di qualifica coincideva con il sorpasso e la pole di Aquilino su Torregiani e Romagnoli.

La domenica – Le finali:
Come da regola le prime finali disputate sono quelle meno nobili. Si parte quindi con la Finale C lattice. Spaggiari se le aggiudica entrambe vincendo la finale su Cappelletto e Favaretto. Nella finale B dove partivo dalla seconda piazza la lotta sembra essere riservata al sottoscritto e a Bettazzoni. Stefano vince la prima approfittando della mia terza scoronata di giornata (la macchina è rimasta ferma in partenza e sono stato centrato dall’ultimo dello schieramento). La seconda prova riesco ad avere la meglio su Stefano dopo un bel corpo a corpo durato per almeno 5 minuti. Nella terza e decisiva riesco a raggiungerlo e ripassarlo dopo una infelice partenza per poi commettere il più stupido degli errori (tentavo il giro veloce ;-) ) a tre giri dal termine facendomi passare da un velocissimo Piluzza. Nel tentativo di recuperare (anche se la seconda piazza sarebbe di per sè bastata) faccio il mio giro veloce ed arrivo al traguardo in scia a Piluzza. Purtroppo però un problema che mi ha perseguitato tutto il weekend fi frega la prima piazza in finale (i ragazzi del club mi hanno odiato viste le continue correzioni cui li ho costretti). Il transponder RC4 non da lo stop e mi vedo costretto a tornare indietro tagliando il traguardo con oltre 10 secondi di ritardo. Risultato la finale va a Bettazzoni con io e Piluzza a fargli da controno. Ma veniamo ora alla finale A della categoria più “importante” vista la quantità di piloti iscritti. Come le qualifiche anche le finali vivono del duello sul filo dei decimi che si consuma tra Donadelli e Campanini. Marco sembra averne di più ma la macchina sembra essere più difficile. Quella di Davide è molto rotonda e scorre tantissimo in curva consentendogli di allungare nel corso della prima finale per arrivare al traguardo con quasi tre secondi di vantaggio ed un giro veloce di 18”303. Secondo Donadelli appunto ed a seguire con oltre un giro Zapparoli e Di Michele. Nella seconda Dnoadelli deve già giocarsi il jolly perchè in caso di vittori del rivale la partita sarebbe già chiusa. La partenza è a favore di Campanini che allunga un pelo fino al terzo minuto circa dove avviene il sorpasso. Da questo punto in poi Marco sembra avere il sopravvento. Riesce ad allungare un pelo su Davide che però non molla e complici due giri lenti nel finale arriva al sorpasso sul traguardo con un solo millesimo di margine che gli vale la vittoria della manche e la cnquista del titolo di Campione Italiano UISP Formula lattice 2013. Al secondo posto con la consolazione del giro veloce in 18:048 Donadelli. Terzo e quarto nella manche Busoli e Di Michele. La terza finale è inutile per la vittoria ma è importante per Donadelli che deve difendere la seconda piazza da Zapparoli e Busoli. Sarà lui a vincere su un appagato Campanini (secondo) ed un arrembante Di Michele terzo che si aggiudica anche la terza posizione assoluta. Nella finale A spugne la gara è dominata da Aquilino che dopo le qualifiche ha iniziato a volare arrivando a girare in 16”789 contro il 17”383 di un Torreggiani ancora lontano da trovare la quadra con la tenuta esagerata della pista. Dopo le tre finali il titolo va ad Aquilino con Torregiani e Fornaciai a tenergli compagnia sul palco.

Il record del mondo:
A conclusione dell’evento i ragazzi di Roma hanno organizzato un bellissima iniziativa. Tutti i piloti lattice presenti più due che correvano con le spugne hanno partecipato ad un tentativo di battere il record mondiale di Formulini contemporaneamente in pista per una manche. La manche contava 34 modelli al via e a parte uno fermatosi per un problema tecnico ed un secondo che ha finito la pila in 32 sono giunti al traguardo dei nove minuti contribuendo all’abbattimento del record precedente che apparteneva agli australiani. Una degna conclusione di un weekend veramente divertente e rilassante

La parata delle carrozzerie più belle:
Nella foto qui sopra è possibile vedere le carrozzerie più belle presenti all’evento. Tra queste è stata scelta quella più meritevole ed al poprietario è andato un bellissimo piano di riscontro offerto dai ragazzi di F1 Italian Series. Un bellissimo premio strameritato vista la minuzia dei dettagli del modello. Curioso come a contendere la palma di miglior riproduzione sia stato in ballo anche Campanini (Red Bull F1) che ha così rischiato di portarsi a casa tutto in un colpo solo. Il modello voncente è il secondo dall’alto. Si tratta di una McLaren West.

Conclusioni:
Una giornata splendida di sole ha incorniciato una delle gare più belle a cui ho avuto modeo di prender parte. Pochissime le proteste e pochissimi i motivi per sporgerle vista la correttezza dei piloti e l’organizzazione della gara. Giudizio finale?? Da ripetere al più presto con la speranza che la categoria cresca di numero ma non peggiori di qualità!
Ciao e grazie a tutti.

Il podio della categoria Foam

Articolo di Davide “Sberla” Carbone
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